Nel 2024 il mutuo lo paga il datore di lavoro? Novità dalla Legge di Bilancio

Importanti novità contenute nella Legge di Bilancio 2024: il datore di lavoro potrà pagare il mutuo dei dipendenti? Gli aggiornamenti

Le coppie giovani hanno difficoltà a costruire un progetto di vita insieme quale l’acquisto della prima casa, poiché, in genere, si richiede l’accensione di un mutuo, spesso non corrispondente alle proprie disponibilità economiche visti i tassi di interesse stellari. Ma la manovra del Governo potrebbe radicalmente mutare la situazione. Difatti, si parla della possibilità secondo cui potrebbe essere il medesimo datore di lavoro a estinguere il mutuo dei dipendenti.

Legge di Bilancio 2024 novità mutuo
Il mutuo lo paga il datore di lavoro? Cosa prevede la Legge di Bilancio 2024 – Radiohouse.it

Un miraggio? Forse, eppure le voci diventano sempre più insistenti. La Legge di Bilancio per il prossimo anno, dunque, prevedrebbe grandi notizie le cui misure sarebbero destinate a cambiare il destino di molti. Qui di seguito si riportano tutti gli aggiornamenti finora conclamati, in attesa di conferme.

Legge di Bilancio 2024, il mutuo lo paga il datore di lavoro? La novità

Durante ogni legislatura, l’Esecutivo cerca di pervenire a decisioni che possano soddisfare molteplici interessi in gioco, a volte richiedendo non pochi sacrifici ai cittadini. Istruzione, sanità pubblica e lavoro sono sottoposti a maggiore attenzione poiché si rivelano settori particolarmente delicati.

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Misure che potrebbero costituire la svolta – Radiohouse.it

Tra le misure adottate ci sono i cosiddetti ‘fringe benefit‘, tra cui potrebbero rientrare anche i mutui e gli affitti. Trattasi di vantaggi pecuniari erogati dal datore di lavoro a favore dei suoi dipendenti per coprire il canone di affitto o la rata del mutuo, specificamente per quanto concerne la sua quota di interesse. Non si tratta di un bonus fisso poiché potrebbe accrescere a seconda delle diverse situazioni familiari pronti a beneficiarne. Di seguito, ecco l’elenco completo di riferimento, ricordando che si parte da una soglia base di € 258,23 in aumento a:

  • € 4000 per i dipendenti con figli a carico, reddito fino a € 2.840,51 e il compimento dei 24 anni di età ;
  • € 2000 per i dipendenti con figli a carico, reddito fino a € 2.840,51 e under 24 anni di età;
  • € 1000 in tutti gli altri casi.

Per stabilire l’effettiva quota detassabile e la concreta erogazione del bonus ci si avvarrà di alcuni criteri di calcolo previsti dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi ndr) e della risoluzione 46/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate. Difatti, in base alla prima fonte citata, nel caso di concessione da parte dello stesso datore di lavoro, si applicherebbe un principio di determinazione forfettaria del valore imponibile del 50%.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate prevede, invece, il caso in cui si eroghino somme per coprire la quota di interesse seppur non direttamente da parte del soggetto su cui ricade l’onere. A questo punto, è precisato che il contributo venga accreditato sul conto corrente di addebito del prestito, nello stesso giorno in cui la rata è addebitata. Misure importanti di cui si attendono ulteriori aggiornamenti.

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